Considerare il motociclista

Educare tutti gli utenti della strada ad un comportamento corretto nei confronti delle due ruote sarebbe un ottimo aiuto per la sicurezza di noi motociclisti.
Spesso l’automobilista non vede la moto solo perché non la cerca, perché si aspetta un auto un furgone non una piccola (e veloce) moto e quando la vede spesso la trascura perché il suo mastodontico SUV é più grosso e quindi “ha la precedenza” o perché nel traffico l’automobilista prova una sorta di invidia nei confronti dell’agile motociclista e anziché agevolarlo (come avviene ad esempio in Francia, paese da prendere quale esempio) fanno di tutto per ostacolarne il passaggio.

Purtroppo attualmente siamo noi che dobbiamo supplire a questa grave mancanza, a questa assenza di senso civico generalizzata e dilagante, aumentando la nostra attenzione.
Però quando guidiamo l’auto cerchiamo anche noi di non commettere lo stesso errore.

 

I pericoli delle nostre strade

Le nostre strade sono veramente zeppe di ostacoli, di pali, di gradini, guard-rail che sono lame pericolosissime.
Ogni anno è una carneficina, non possiamo rimanere impassibili davanti a strade concepite esclusivamente per la sicurezza degli automobilisti con criteri di progettazione antiquati che non prendono minimamente in considerazione la nostra di sicurezza, non possiamo essere solo noi a dover... guidare bene... vestirci bene... allacciare bene il casco... quando poi per una banale scivolata un affilato guard-rail vanifica ogni nostro sforzo nel proteggerci.

Qualcosa pare si stia muovendo in particolare per i guard-rail ma è troppo poco e troppo lento il processo di messa in sicurezza.
Partecipa alle iniziative delle associazioni appositamente nate come Associazione Motociclisti Incolumi solo tutti assieme possiamo fare qualcosa.

 

Protezioni con aria

Sulle auto ormai sono onnipresenti e la loro utilità non la mette in dubbio nessuno, però la loro efficacia è vincolata al perfetto posizionamento della persona che deve essere ritenuta con cinture di sicurezza pretensionate altrimenti l’esplosione del cuscino diventa pericolosa, questo sulla moto non è possibile il pilota non potrà mai essere vincolato alla moto. Anche se qualche azienda ha in listino moto dotate di airbag, è evidente che si tratta più di immagine che di un effettiva rivoluzione come nel settore auto e che l’efficacia è limitata a poche particolari situazioni, è ad assolutamente inefficace in altre, come ad esempio una scivolata. Ecco perché in questi anni si sono studiati e si stanno diffondendo altri sistemi: se il pilota è mobile rispetto alla moto la soluzione più efficace è di vincolare gli airbag al pilota anzichè alla moto.

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Indumenti protettivi

Finalmente da qualche anno sta diffondendosi anche da noi la cultura della sicurezza nell’abbigliamento, anche se alcune proposte di legge, fortunatamente ritirate, chiedevano imposizioni ridicole mentre le recenti omologazioni europee ci permettono di utilizzare capi sicuri.

Clicca qui per conoscere tutte le recenti certificazioni nell'ambito degli indumenti tecnici.

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L'importanza del casco

CASCO: È sicuramente l’elemento principale, da quando nei lontani anni 80, tra le polemiche, venne approvata la legge che, ultimi in Europa, lo rese obbligatorio anche in Italia ha salvato la vita di migliaia di motociclisti. Oggi solo l'ignoranza porta a vedere ancora comportamenti insensati quali circolare col casco non allacciato o peggio senza casco.

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Come comportarsi

La sostituzione dei classici incroci semaforici con le rotatorie di tipo “europeo” dove la precedenza spetta a chi sta impegnando la rotonda, ha portato molti vantaggi, quali riduzione della velocità nel punto di incrocio tra veicoli e una fluidificazione del traffico ed ha contribuito in modo significativo a ridurre gli incidenti gravi. Ha però anche creato non pochi dubbi su come ci si debba comportare. Infatti non esistono regole specifiche ma vanno applicate le comuni regole del codice della strada e in particolare le prescrizioni previste dall'art.143 (posizione dei veicoli sulla carreggiata) e art.144 (marcia per file parallele) del medesimo codice. L'applicazione di queste regole non é sempre così intuitivo soprattutto con le rotonde molto piccole o molto complesse. Inoltre in città si sono diffuse abitudini pratiche che indubbiamente snelliscono il traffico ma non sempre rispettano le regole basilari della circolazione, le uniche valide in caso di sinistro o contestazioni da parte delle forze dell'ordine.
Per il c.d.s. la rotonda non esiste é semplicemente un tratto di strada a senso unico con vari accessi laterali, se “raddrizzassimo” una rotonda a due corsie otterremmo questa tipologia di strada: memorizziamola bene perché ci aiuterà a capire i casi più difficili.

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